Libertà - Uguaglianza - Fratellanza

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R.L. Avvenire n°666 all'O. di Firenze
25 maggio 2020 - 115 anni di storia ininterrotta

La storia

E’ nel mese di maggio 1905 che la Loggia Avvenire, vede la luci per opera di alcuni operosi Fratelli all’Oriente di Firenze Loggia di rito scozzese, viene costituita all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia, allorquando la Gran Maestranza era tenuta da Ettore Ferrari eletto due anni prima. Ferrari, artista, scultore, già collaboratore da molti anni nell’Istituzione e con il suo predecessore alla Gran Maestranza, Ernesto Nathan, sindaco di Roma. Sono anni di turbolenze, passioni civili, di presenza forte della massoneria nella vita sociale e politica dell’Italia, di capillarità del radicamento sul territorio, determinando non poche scelte di carattere fondamentale per la vita e lo sviluppo del paese. Una Istituzione, quella massonica, con forti impegni, come la determinazione che sorse dall’interno con una mozione nel 1906, che in un punto recitava che la massoneria si dichiarava aperta a tutti gli uomini di tutti i partiti progressisti e indicava, come propri obiettivi alcuni temi quali: “l’assoluta,incessante campagna contro il nemico di ogni civile progresso, il clericalismo, di qualunque forma travestito, sotto qualunque gradazione dissimulato”. Ma certamente una delle questioni più controverse si ebbe con il sostegno che il Gran Maestro Ferrari chiese ai 38 deputati massoni, alla mozione di Bissolati contro l’insegnamento religioso nella scuola. E proprio questi ed altri motivi costituirono motivo di distacco, nel 1908, dal G.O.I. di coloro che erano più inclini al modello libero-muratorio anglosassone. In questo contesto e da collocare la nascita dell’Avvenire, Loggia orientata in senso democratico con tendenza repubblicana, con propensione alla battaglia politica, andava a costituirsi assieme alla “Lucifero”, Loggia di Rito simbolico Italiano, ( certamente la più politicizzata di quel periodo) a Firenze, affiancando le già operative Concordia, Michelangelo,Venti settembre, Dante Alighieri e Galilei. Tra il 1905 e il 1915 all’Avvenire vi furono 104 tra affiliazioni e iniziazioni; nel 1907 alle elezioni comunali l’Avvenire, unitamente alla Lucifero, Concordia e Michelangelo si impegnarono esplicitamente con la diffusione di un manifesto per l’elezione di Giuseppe Pescetti; cosi avverrà anche per Otello Masini, fratello dell’Avvenire, consigliere comunale, che viene eletto deputato nel 1909. Si conoscono solo parzialmente alcuni dati dei Fratelli che animarono i primi passi dell’Officina. Merita qualche cenno il Maestro Venerabile che tenne il maglietto dal 1907 al 1909,tale Giovanni Baldi, insegnante, sansepolcrista, repubblicano mazziniano, residente a Firenze in viale Mazzini 10 nel villino Brilli,. Uomo impegnato, fondò e diresse il settimanale “La Fiamma “, giornale sorto anche per una certa spinta del Grande Oriente d’Italia e del suo Gran Maestro Ettore Ferrari interventisti, ovvero a fianco dell’Intesa. E proprio Baldi promosse quel Comitato pro-intervento, presieduto a Firenze da Gildo Valeggia della R.L. Concordia ( ricordiamo di lui il suo libro:”Storia della Loggia Concordia” del 1911 ) che avrebbe filiato il Fascio rivoluzionario interventista dove rilevante sarebbe stato l’apporto di tanti massoni. E’ nel 1907 che il Baldi, già M.V. dell’Avvenire, unitamente ad altri esponenti politici, organizzerà a Firenze, una manifestazione anticlericale promossa l'associazione del Libero Pensiero della quale associazione divenne anche presidente e nel contempo fu anche segretario generale della Fratellanza Artigiana società di mutuo soccorso che tanto fece nello sviluppo delle classi bisognose e forse ancor di più fece nel campo del patriottismo militante sotto la guida di Giuseppe Dolfi. Al giornale la “Fiamma” collaboravano diversi Fratelli di Loggia, quelli più attivi furono: Mario Fiorini, Amedeo Orefici, Ugo Sacerdote. Ma vi collaborarono anche Fratelli del calibro di Giuseppe Meoni. Quel Meoni - nato a Prato l’8 novembre 1879, laureato in lettere e filosofia a Firenze, insegnante a Prato e a Firenze, cultore di studi classici, giornalista – farà cinque anni di confino nel 1929, la sua colpa: l’appartenenza alla Massoneria e l’orientamento repubblicano. Era asceso ai vertici dell’Ordine nell’ambito del rinnovamento delle cariche aperto dalla Gran Maestranza di Domizio Torrigiani. Del resto - democratico convinto e convincente - nel corso della grande guerra egli s’era affermato quale acuto interprete delle correnti che nel conflitto vedevano l’occasione storica per l’instaurazione di nuovi equilibri “sulle basi della libertà e della giustizia internazionale”, come egli stesso affermò nella solenne rievocazione di Nazario Sauro. Sono anni dove “Loggia e Fratelli” stanno per impegno civile ai massimi livelli, stanno per impegno sociale nelle tante espressioni mutualistiche o di pubblica assistenza, dove Loggia e Fratelli stanno a significare la costruzione di classi intermedie che ben presto avrebbero preso parte alla gestione del paese. Sino dai primissimi anni l’Officina e attiva e presente, percorrendo il solco del Grande Oriente d’Italia, nel panorama delle ritualità massoniche e delle sue varie celebrazioni. Troviamo i Fratelli dell’Avvenire alle celebrazioni del centenario della nascita di Garibaldi, sostenendo le celebrazioni stesse con un contributo di 62 lire; il 10 dicembre del 191 alle celebrazioni del 50° anniversario della R.L. Concordia, ed anche dieci anni dopo: l’11 giugno del 1922 per il 60° della stessa Loggia, alla presenza del gran Maestro e di 600 Fratelli. Il 22 maggio 1916 una delegazione di Fratelli partecipa alle solenni onoranze commemorative a Giuseppe Dolfi al cimitero delle porte Sante in Firenze, alla presenza di politici e numerosissime associazioni libertarie e patriottiche. Quel Giuseppe Dolfi, massone, patriota ai vertici della Fratellanza Artigiana e referente dello stesso G.Garibaldi in città. Il suo monumento lo troviamo in via Borgo San Lorenzo, dove ebbe bottega, restaurato dalla nostra Associazione collaterale: “Fratellanza Fiorentina onlus”. Delegazioni di membri dell’Avvenire le troviamo ai funerali di Adriano Lemmi, Gran Maestro della Massoneria italiana il 23 maggio del 1906, ed a quelli di Ernesto Nathan, passato all’Oriente eterno il 9 aprile del 1921 a Roma. Anche per l’attività solidaristica i Fratelli della Loggia sono particolarmente presenti, una iniziative tra tutte, quella del 1908, in favore delle popolazioni della Calabria e Sicilia colpite da un terribile terremoto con contributi ed iniziative specifiche. In quegli anni all’Officina erano affiliati commercianti(11), impiegati (23), industriali (8) e possidenti (4),ma certamente la parte più consistente era data da militari, artigiani e dipendenti statali. La sequenza dei Maestri Venerabili dell’Avvenire non e precisa, i documenti ci forniscono solo parzialmente l’elenco: troviamo dal 1919-1920 Tullio Torsellini, ingegnere, residente a Firenze in via della Pergola 24; dal 1921-1022 Giuseppe Marilli, residente a Firenze in via della Scala 53; dal 1924-1925 Arturo Scheggi, ragioniere, residente a Firenze via Pandolfini 10 e nell’ultimo anno di attività, il 1925, Leone Mannozzi, di Firenze. E’ il 22 novembre 1925 , con decreto n°432, il gran Maestro Domizio Torrigiani scioglie tutte le 500 Logge ed i fratelli sono”dimessi dall’Ordine Massonico”. Benedetto Croce ebbe a dire. “ siamo alla distruzione del sistema liberale”. La libertà tanto ricercata, soggiaceva alla tirannia, la luce soggiaceva alle tenebre. Un lungo sonno pervase i Fratelli e il lavoro Muratorio. Solo alcuni di loro, in esilio, riuscirono a mantenere la fiammella iniziatica e della tradizione. Trascorreranno molti anni, la massoneria poteva liberamente esercitarsi fuori dai confini nazionali anche se con grandi difficoltà, e solo dopo venti anni, terminato il tragico periodo della guerra, la Tradizione poté tornare a rivivere. E’ il 6 luglio del 1945, quando in Firenze, presso lo studio del Fratello Alberto Rastrelli della Loggia Michelangelo, che si riuniscono alcuni Fratelli: Monti Ugo, Penzo Antonio, Merciai Amedeo, Tinacci Italo, Romoli Antonio, Gori Virgilio e Paletti Mario. In precedenza erano stati risvegliati dal sonno forzato in cui erano stati messi nell’ormai lontano 1925. Questi Fratelli esprimono la volontà di proseguire i lavori della R.L. Avvenire all’Oriente di Firenze, lavori che erano venuti a cessare per la contingenza. Sotto il maglietto del Fratello Serena Emilio transitato dalla R.L. Michelangelo, i fratelli avanti detti procedono alla designazione delle cariche provvisorie, eleggendo maestro Venerabile lo stesso Fratello Serena , (residente a Firenze in via Carnesecchi 31), I°sorvegliante Romoli Antonio e 2°sorvegliante Merciai Italo e Oratore Monti Ugo. All’indomani della riaccesa fiamma i Fratelli della ricostituenda Officina, richiederanno alla Gran Maestranza di mutare il titolo distintivo della Loggia da “ Avvenire” a “Domizio Torrigiani”. Dal verbale si evince che tutti i Fratelli plaudirono alla proposta, testualmente: “… onde perpetuare nell’azione Massonica, lo spirito di Lui, che tutto sacrifico alla fede, sino all’olocausto della vita”. Con lettera del 13 agosto 1945, il M.V. Emilio Serena, scrive al Comitato della Gran Maestranza del G.O.I. chiedendo:“ …il Vostro nulla osta per il cambiamento del Titolo distintivo di questa officina da – Avvenire- in quello di DomizioTorrigiani- che intendono oltre che rendere omaggio al Gran Maestro, imperituro ricordo nei loro animi di inspirarsi a Lui nella loro opera che si ripromettono attiva e feconda, in proporzione alle loro forze e al loro sapere , ma che tutta sarà rivolta al bene, ed al coronamento dei nostri eterni principi….”Ed e cosi che la R.L. Torrigiani inizio il suo cammino che e ben marcato tutt’oggi all’Oriente di Firenze. L’Avvenire cessò l’attività, rimase nella memoria dei Fratelli e nei pochi verbali che esistono. Ma non fu proprio cosi, siamo nel 1967, e il 9 maggio, quando da una riunione di Fratelli fiorentini, veniva riannodata la storia e deliberato di costituire una nuova Loggia massonica, alla quale avrebbero aderito 15 fratelli. Quei massoni le diedero il nome di Avvenire; il sonno finalmente era terminato, le colonne poterono essere rialzate, una nuova luce torno a splendere. Una nuova Loggia, sul solco della tradizione, il corpo primario e fondamentale della Comunione, la Collettività autonoma e sovrana dei Liberi Muratori ritualmente e regolarmente costituiti per lo svolgimento degli architettonici lavori tesi alla costruzione del Tempio interiore dell’uomo iniziato e tesi al bene e al progresso dell’umanità. La Gran Giunta Esecutiva del Grande Oriente d’Italia, presieduta dal Gran Maestro Giordano Gamberini, il 25°giorno, del mese III dell’Anno di Vera Luce 5967, decreta la costituzione della Loggia Avvenire e gli assegna il numero distintivo 666 all’Oriente di Firenze. Pur nella casualità, e da rimarcare il senso del numero distintivo: il sei, che lo compone, e considerato il numero dell’equilibrio, ma anche emblema della natura fisica , quindi dell’uomo, della sua fragilità, della sua incertezza , dei suoi limiti e forse e anche per questa particolarità che nell’Apocalisse, Giovanni indica con il 666 il numero d’uomo: il sei ripetuto tre volte che accentua i limiti stessi dell’uomo, che appare ancor più fragile in quella ripetizione. L’imperfezione che per alcuni assume il significato diabolico, in realtà è da ascrivere alla debolezza di spirito, alla fragilità, comunque all’inferiorità dell’uomo nei confronti dell’imperscrutabile,straordinario, immenso, disegno cosmico. La rispettabile Loggia Avvenire 666 nella sua seconda vita e una Officina attiva, perseverante, a cominciare dai primissimi fratelli che hanno animato le sue colonne. Dal 1967 il lavoro massonico e stato incessante, fratelli apprendisti, compagni d’arte e maestri hanno dato notevole impulso alla costruzione del Tempio interiore nella tradizione esoterica e nel solco tracciato dalla loro iniziazione. Un lavoro dedicato alla edificazione di Templi alla Virtù, a scavare nprofonde prigioni al vizio e lavorare al bene e al progresso dell’umanità. Il fratello Salvatore Viola tenne il primo maglietto dell’Avvenire nel 1967, e nel 1973 viene designato Presidente del Collegio Toscano dei Maestri Venerabili. Il Maglietto e stato retto, in successione, da 19 Venerabili dopo Salvatore Viola, si ebbe Franco Niccoli, Augusto Baldi, P.Luigi Rogai, Renzo Lebrun, Mario Garoni, Roberto Turi, Pietro Castellacci, Vittorio Vanni, Sergio Garoni, Moreno Milighetti, Cesare Bindi, Almerico Portanova, Mario Garoni,  Paolo Niccolini, Michele Polacco, Franco Vocioni, Ennio Zani, Matteo Cavallini. Ma soprattutto preme sottolineare come in questo microcosmo tanti fratelli si sono trovati e ritrovati e per molto tempo, pur in numero modesto hanno con fierezza continuato il proprio lavoro rituale, creando un senso forte di fratellanza , di senso di appartenenza e orgoglio per la stessa appartenenza. Ma il lavoro dei fratelli della Loggia si e contraddistinto anche con varie iniziative, ricordiamo solo per la memoria, la partecipazione alla celebrazione del centenario di Roma capitale d’Italia nel 1970. La rinascita, risollevandone le colonne, da parte di otto fratelli dell’Avvenire della R.L. Marzocco 886 all’Oriente di Firenze o il notevole contributo di Fratelli alla costituzione della R.L. Fiorenza. E’ il 21 maggio 1982, il V.G.M. Armando Corona veniva ricevuto nell’Avvenire, nuovamente nel 1986 e di nuovo con i Fratelli dell’Avvenire unitamente al GM della Gran Loggia d’Austria. Solo di qualche anno fa la presenza ai lavori rituali dell'ex Gran Maestro Fratello Gustavo Raffi. Come non ricordare la consacrazione della Loggia Ormus 1090 all’Oriente di Siena e la pubblicazione nel 1992 del libro dell’Officina: “Il passato dell’Avvenire”. A margine, ma che denota l’impegno dei fratelli dell’Avvenire, sono da ricordare i suoi due Presidenti di Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana; i due Presidenti del Consiglio dell’Oriente di Firenze e ancora un membro della Corte Centrale, e cariche varie nella Circoscrizione toscana e nell’Ordine. Per festeggiare l'attuale Gran Maestro, Stefano Bisi la Loggia Avvenire n.666 all’Oriente di Firenze organizzò il primo evento dopo la nomina del GM Stefano Bisi con una tornata straordinaria rituale in grado di Apprendista martedì 29 aprile 2014 presso l’hotel Sheraton di Firenze con una affluenza di oltre 600 fratelli provenienti da tutta Italia. Al termine e non per importanza, l’impegno nelle adozioni a distanza, sono anni che i Fratelli di questa Officina sono impegnati in questo fronte. La solidarietà…. Ricordate il rituale di iniziazione? “ soccorrere il Fratello “ uno dei primi piacevoli doveri. Carissimi quanto detto, sul tempo trascorso, su ciò che e stato, lascia un ricordo e ci fa ben sperare, soprattutto anche con questa giornata e con l’affettuoso vostro sostegno, per un radioso e fecondo Avvenire. Dovrà essere ben presente in ogni lavoro rituale, il concetto profondo di iniziazione, il porsi davanti al trascendente, attraverso le forme, i simboli, i linguaggi e rituali per creare quel “sacro mentale” che e essenza dell’autentico lavoro massonico che porta all’armonia.

Guardiamo al futuro con rinnovata fiducia, con tenacia, tolleranza e perseveranza e solo la che vi può essere Avvenire.

Per il bene dell’umanità ed alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo. 

Sotto le medaglie di Loggia 2020.

DONATE 500 MASCHERINE FFP2 nel segno della solidarietà

Nella giornata di ieri, 17 aprile, la Loggia Avvenire n. 666, ha consegnato all'Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze una donazione di 500 mascherine FFP2.
Questo piccolo contributo, ma concreto e diretto, è servito a fornire strumenti di protezione al personale sanitario del nostro territorio che attualmente si trova in condizioni di quotidiana necessità.
Lo spirito che sempre ci contraddistingue, unisce i nostri Fraterni valori all'azione concreta nel mondo che ci circonda, che mattone dopo mattone cerchiamo di aiutare, migliorare e volgere al bene e all'amore universale.


La Massoneria batte i Pink Floyd. 

A Londra si festeggiano i 300 anni con il Duca di Kent, Gran Maestro della Gran Loggia Unita d'Inghilterra. E si festeggiano così...


GOI - R.:L.:Avvenire n°666 - Oriente di Firenze

Non esiste una verità universale

La nostra verità non è necessariamente quella dell’individuo che abbiamo di fronte. Il metodo massonico non è necessariamente scettico (= non esiste una verità universale), ma è comunque relativista (= ci sono tante verità tutte relative), e proprio per la sua dinamica relativizzante è oggettivamente incompatibile con la fede dogmatica, così come hanno sottolineato molti documenti magisteriali. Forze laiche e religiose non dovrebbero mai scontrarsi ma integrasi in un armonia dialettica con lo scopo unico di far progredire l’umanità. E così i figli saranno diventati adulti, creeranno le loro famiglie e si ripeterà il sacrale ciclo della natura: la giovinezza per istruirsi, la maturità per applicare le cognizioni acquisite e la vecchiaia per fare gli altri partecipi dell’esperienza della vita.



 

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